De Filippis

 

De Filippis-Delfico

 

(Teramo, 1820)

biblioteca - archivio virtuale

Stemma famiglia De Filippis-Delfico, Teramo, 1820

family web site

Delfico

(Napoli, sec. XVIII)

(Teramo, sec. XV)

Stemma famiglia De Filippis, Napoli, sec.XVIII

Stemma famiglia Delfico, Teramo, sec.XV

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I ponti di Palazzo Delfico a Teramo

 nelle tempere di Salvatore Di Giuseppe

di Fausto Eugeni

1. Palazzo Delfico e ponti di via del Burro

2. Donne alla fontana di via del Burro

1. Palazzo Delfico e ponti di via del Burro,

dipinto di Salvatore Di Giuseppe, primi anni del 1900

tempera su tela, coll. privata

2. Donne alla fontana di via del Burro,

dipinto di Salvatore Di Giuseppe, primi anni del 1900,

 tempera su tela, coll. privata

Tre erano i ponti che congiungevano il palazzo Delfico al giardino. I tre piccoli cavalcavia, edificati nella prima metà dell'Ottocento, furono demoliti all'inizio degli anni Venti con l'ampliamento della via cosiddetta "del Burro", (aperta al traffico delle auto e intitolata a Giosuè Carducci) e la sua prosecuzione verso piazza Dante. Il palazzo Delfico fu iniziato alla fine del XVIII secolo da Melchiorre e dai suoi fratelli. Nel corso degli anni furono realizzati numerosi interventi per abbellire e ingrandire l'edificio che fu portato a compimento da Gregorio De Filippis Delfico, nella prima metà dell'800. Fu interamente ristrutturato, una prima volta, negli anni '50, dopo la donazione alla città di Teramo. Dal 2004, completati  gli ultimi lavori di riadattamento, vi è ospitata la Biblioteca provinciale Melchiorre Delfico. La vicenda di questo edificio è ricostruita nel volume Il Palazzo Delfico, Teramo, Edigrafital, 2004.

Nel dipinto n. 1, si notano i ponticelli di collegamento tra il palazzo e il giardino dei Delfico, in via del Burro. Lo scorcio è visto con le spalle al corso San Giorgio. Sullo sfondo si scorge chiaramente uno degli altri ponticelli che univano il palazzo al giardino e che caratterizzarono questo angolo che fu tra i più belli e romantici della città.

Il palazzo Delfico è sulla sinistra mentre sulla destra si vede il giardino, che conteneva le piante esotiche raccolte dal naturalista Orazio Delfico e i reperti romani collezionati dal padre di questi, Giamberardino. Era luogo riservato alle feste dei ricchi teramani; ospitò rappresentazioni teatrali e concerti. All'inizio degli anni '50 fu reso area edificabile.

Nel dipinto n. 2, lo stesso ponte è visto nella direzione opposta, con il palazzo a destra e il giardino a sinistra. Sullo sfondo si notano le case di corso San Giorgio. Suggestiva l'immagine della cosiddetta Fontana delle Piccine, opera dello scultore Luigi Cavacchioli, realizzata sul finire del secolo XIX, collocata sotto il giardino Delfico all'inizio degli anni Ottanta dell'Ottocento. Negli anni '20, con l'ampliamento della strada e la distruzione del giardino, la fontana fu arretrata di alcuni metri e risistemata in una nuova apposita nicchia. Fu poi definitivamente demolita all'inizio degli anni '50, contemporaneamente alla distruzione del giardino.