De Filippis

 

De Filippis-Delfico

 

(Teramo, 1820)

biblioteca - archivio virtuale

Stemma famiglia De Filippis-Delfico, Teramo, 1820

family web site

Delfico

(Napoli, sec. XVIII)

(Teramo, sec. XV)

Stemma famiglia De Filippis, Napoli, sec.XVIII

Stemma famiglia Delfico, Teramo, sec.XV

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Note storiche sulla famiglia Mucciarelli

di Mauro Rosati di Monteprandone De Filippis Delfico

Antica famiglia ascolana che compare frequentemente nei testi di storia locale per aver dato molti personaggi illustri a partire dal secolo XVI e sino al XVIII nel governo della "res publica".

Eminente gia' nel XV secolo fu un tale Simone che fece parte dell'ambasceria inviata a Roma nel 1493 con il compito di comporre una delle ricorrenti questioni di "autorità" sui castelli del territorio (1).

Ascoli viveva i  venti anni della "Libertas Ecclesiastica" con tutti i contrasti di fazione ed i disordini armati che l'avrebbero alfine "perduta"(2) e Simone Mucciarelli doveva certo far parte di coloro che, lontano dagli animi più esacerbati, cercavano di mantenere quella concordia che sola, sarebbe potuta evolvere in un più adeguato sviluppo economico e culturale della città.

Non a caso, nel suo testamento del 1517, rispondendo al proprio animo, avrebbe lasciato diverse somme di denaro a favore di alcuni edifici sacri della città di Ascoli (3).

Altro ambasciatore a Roma, per questione analoghe, sarebbe stato con successo un certo Flavio Mucciarelli nella primavera del 1573 quando insieme a Gian Antonio Guiderocchi, sarebbe riuscito ad ottenere la reintegrazione dei castelli alla città da parte di Gregorio XIII, dopo che nel 1564 Ascoli ne era stata spogliata da Pio IV a causa dell'inerzia manifestata nei confronti di fuoriusciti e banditi.

Nel settembre del 1611, Flavio sarebbe stato scelto per essere inviato a Roma al neo cardinale Felice Centini per porgere le congratulazioni della città di Ascoli.

Si ricordano anche Virgilio Mucciarelli, Cavaliere dello Speron d'Oro e conte palatino, che mise le sue parole al servigio della "pax cittadina" e che nel 1555 si sarebbe speso per limitare i danni che alla città erano giunti per la sopravvenuta sanguinosa congiura contro il vicelegato Sisto Bezio.

Il personaggio più illustre ed importante del ‘500 è stato Muzio Mucciarelli, dottore in legge che il Marcucci ricorda scrivendo che "….avea ottenuto del grido nelle sue podestarile di Amelia, di Todi e di Forlì e nella ambasceria a Clemente VIII" (4).

Morì a 70 anni ed è stato sepolto nella chiesa della SS Annunziata ad Ascoli.

Altro legista di valore nel secolo seguente sarebbe stato Emidio Mucciarelli, mentre in campo ecclesiastico si ricordano i nomi di Gerolamo, esperto in teologia e cultore di poesia, arcidiacono della Cattedrale di Ascoli quando nel 1614 il Capitolo deliberava la realizzazione della statua argentea della "Madonna di Loreto" e del Canonico Alessandro che nel 1770 si interessava per la fusione di quella campana del Duomo che va sotto il nome di "Lucertola".

Dai nomi personali dei membri della famiglia (Ascanio, Muzio, Flavio,Virgilio) si evince che i conti Mucciarelli, specie nel 1500, dovevano nutrire sicuro interesse per la cultura classica; non solo verso le opere letterarie, bensì anche verso il campo dell'architettura, visto che Simone Mucciarelli nel 1518 era fra i cittadini scelti dal Consiglio Generale per la presentazione di un modello per la nuova facciata posteriore del Palazzo del Popolo. La famiglia, ora estinta, strinse alleanze parentali con i Marchesi Malaspina di Ascoli, Guiderocchi (5), i conti Simonetti (ora Hercolani Fava Simonetti) ed altre famiglie.

ARMA: di.. al monte isolato di 5 cime ordinate in fascia di….accompagnato in campo da una cometa d'oro ondeggiante in fascia.

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(1) Cfr. F.A MARCUCCI,  Saggio p. 254

(2) Cfr. sul periodo: G.FABIANI: Ascoli nel Quattrocento vol.I° Pag. 117-148

(3) Cfr.G.FABIANI: Ascoli  nel 500 Pag. 232

(4) Cfr.FA MARCUCCI: op.loc.cit.Pag. 416 il nominativo del Mucciarelli compare nella Rivista Araldica del 1935   Pag. 163 come podesta' di Amelia nel 1569

(5) Lo stemma sulla lastra tombale riporta: scudo timbrato da elmo a cancelli ornato di penne, cimiero: un cigno che stringe nel becco, un cartiglio con il motto "NE FALLAR"