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Antica famiglia ascolana che compare frequentemente nei testi
di storia locale per aver dato molti personaggi illustri a partire dal secolo
XVI e sino al XVIII nel governo della "res publica".
Eminente
gia' nel XV secolo fu un tale Simone
che fece parte dell'ambasceria inviata a Roma nel 1493 con il compito di comporre
una delle ricorrenti questioni di "autorità" sui castelli del territorio
(1).
Ascoli
viveva i venti anni della
"Libertas Ecclesiastica" con tutti i contrasti di fazione ed i disordini
armati che l'avrebbero alfine "perduta"(2) e Simone Mucciarelli
doveva certo far parte di coloro che, lontano dagli animi più esacerbati,
cercavano di mantenere quella concordia che sola, sarebbe potuta evolvere in un
più adeguato sviluppo economico e culturale della città.
Non
a caso, nel suo testamento del 1517, rispondendo al proprio animo, avrebbe
lasciato diverse somme di denaro a favore di alcuni edifici sacri della città
di Ascoli (3).
Altro
ambasciatore a Roma, per questione analoghe, sarebbe stato con successo un certo
Flavio Mucciarelli nella primavera del 1573 quando insieme a Gian
Antonio Guiderocchi, sarebbe riuscito ad ottenere la reintegrazione dei castelli
alla città da parte di Gregorio XIII, dopo che nel 1564 Ascoli ne era stata
spogliata da Pio IV a causa dell'inerzia manifestata nei confronti di
fuoriusciti e banditi.
Nel
settembre del 1611, Flavio sarebbe stato scelto per essere inviato a Roma al neo
cardinale Felice Centini per porgere le congratulazioni della città di
Ascoli.
Si
ricordano anche Virgilio Mucciarelli,
Cavaliere dello Speron d'Oro e conte palatino, che mise le sue parole al
servigio della "pax cittadina" e che nel 1555 si sarebbe speso per limitare
i danni che alla città erano giunti per la sopravvenuta sanguinosa congiura
contro il vicelegato Sisto Bezio.
Il
personaggio più illustre ed importante del ‘500 è stato Muzio
Mucciarelli, dottore in legge che il Marcucci ricorda scrivendo che "….avea
ottenuto del grido nelle sue podestarile di Amelia, di Todi e di Forlì e
nella ambasceria a Clemente VIII" (4).
Morì
a 70 anni ed è stato sepolto nella chiesa della SS Annunziata ad Ascoli.
Altro
legista di valore nel secolo seguente sarebbe stato Emidio
Mucciarelli, mentre in campo ecclesiastico si ricordano i nomi di Gerolamo, esperto in teologia e cultore di poesia, arcidiacono della
Cattedrale di Ascoli quando nel 1614 il Capitolo deliberava la realizzazione
della statua argentea della "Madonna di Loreto" e del Canonico Alessandro
che nel 1770 si interessava per la fusione di quella campana del Duomo che
va sotto il nome di "Lucertola".
Dai
nomi personali dei membri della famiglia (Ascanio, Muzio, Flavio,Virgilio) si
evince che i conti Mucciarelli, specie nel 1500, dovevano nutrire sicuro
interesse per la cultura classica; non solo verso le opere letterarie, bensì
anche verso il campo dell'architettura, visto che Simone Mucciarelli nel 1518
era fra i cittadini scelti dal Consiglio Generale per la presentazione di un
modello per la nuova facciata posteriore del Palazzo del Popolo. La famiglia,
ora estinta, strinse alleanze parentali con i Marchesi Malaspina di Ascoli,
Guiderocchi (5), i conti Simonetti (ora Hercolani Fava Simonetti) ed
altre famiglie.
ARMA: di.. al monte isolato di
5 cime ordinate in fascia di….accompagnato in campo da una cometa d'oro
ondeggiante in fascia.
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