De Filippis

 

De Filippis-Delfico

 

(Teramo, 1820)

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Stemma famiglia De Filippis-Delfico, Teramo, 1820

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Delfico

(Napoli, sec. XVIII)

(Teramo, sec. XV)

Stemma famiglia De Filippis, Napoli, sec.XVIII

Stemma famiglia Delfico, Teramo, sec.XV

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Epistolario

Lazzaro Spallanzani a Melchiorre Delfico (1)

Lettera datata 8 aprile 1789

Pubblicata in Melchiorre Delfico, Opere complete, Teramo, Fabbri, 1901,1904, a cura di Giacinto Pannella e Luigi Savorini, vol .IV, pg.140.

Ubicazione del manoscritto: Archivio di Stato di Teramo, Fondo Delfico, b. 20, f. 283, n. 3

A cura di Luciana D'Annunzio

 

Trascrizione

(Napoli) di Casa, la mattina degli 8 Aprile 1789

 

Preg.mo S.r D. Melchiorre

 

Circa la trasmessami pietra, crederei di averla servita, col dirle che è puramente calcare aereata. L’acido nitroso, quantunque poco concentrato, la scioglie interamente con effervescenza; e la piccola parte non sciolta che rimane è pretto solfo, di che tal pietra è per ogni parte penetrata, il qual solfo, di fatti tutto arde e si consuma con l’accostarvi la fiamma della candela. Il fuoco del tubo ferruminatorio applicato ad un pezzetto della stessa pietra, mette prima in fiamma il solfo, poi continuato alcun poco, la calcina; e questa calce viva posta nell’acqua l’assorbe avidamente e se ne imbeve, e tra le dita diventa una pasta non duttile.

Restituendole la pietra sono con pienezza di stima e di rispetto. Suo umil.[issi]mo obb.[ligatissi]mo serv.[itore] ed amico

Spallanzani

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(1) Lazzaro Spallanzani nacque il 12 gennaio 1729 a Scandiano, vicino a Reggio Emilia, da Gian Nicola, giureconsulto, e da Lucia Ziliani, primo di nove fratelli. Anche se agiata, la famiglia numerosa condizionò la sua precoce scelta per lo stato clericale. Fatti i primi studi a Scandiano, a 15 anni entrò nel Collegio dei gesuiti di Reggio per seguire i corsi di retorica e filosofia e di qui passò a Bologna per studiare diritto e seguire così la carriera paterna. Spallanzani decise però di abbandonare il diritto per la filosofia naturale A Bologna Spallanzani studiò anche greco, francese, matematica e astronomia, e apprese l'uso del microscopio. Accettò quindi nel 1757 l'insegnamento di greco nel Seminario e di fisica e matematica all'Università di Reggio. Nel 1762, a trentatré anni, prese gli ordini sacerdotali e nel 1763 si trasferì a Modena per insegnare filosofia all'Università e matematica e greco presso il Collegio di San Carlo. Grazie alla fama acquisita con le ricerche condotte tra il 1761 e il 1768, Spallanzani fu chiamato a Pavia dal plenipotenziario della Lombardia austriaca Carlo di Firmian per ricoprire l’insegnamento di Storia Naturale in una delle fasi più intense della riforma dell’Università. Spallanzani si trasferì a Pavia entro il novembre del 1769 e assunse la cattedra e la direzione del Museo dell’Università, di cui fu anche rettore nell’anno 1777-1778. Pur lamentandosi del clima insalubre della città, vi rimase per trent’anni. La mattina, prima e dopo la messa, era dedicata all'allestimento delle esperienze e alla valutazione dei risultati . Dopo pranzo Spallanzani si recava in università a fare lezione. Nel tardo pomeriggio riprendeva il suo lavoro di sperimentazione e stesura delle memorie scientifiche, che concludeva nella serata, dopo cena. Durante i suoi anni pavesi, Spallanzani interruppe spesso questa routine compiendo almeno 13 grandi "escursioni". Il viaggio certamente più avventuroso fu quello via mare a Costantinopoli, nel 1785: rischiò prima di naufragare e poi di essere gettato in mare dall'equipaggio che lo credeva uno stregone. Prudentemente Spallanzani intraprese il viaggio di ritorno via terra, attraversando la Valacchia, la Transilvania, l'Ungheria e l'Austria. Continuò a lavorare fino a qualche giorno prima della morte avvenuta nella notte tra l'11 e il 12 febbraio 1799 nella sua abitazione di Via S. Martino a Pavia per un tumore alla vescica, malattia di cui soffriva da tempo.