De Filippis

 

De Filippis-Delfico

 

(Teramo, 1820)

biblioteca - archivio virtuale

Stemma famiglia De Filippis-Delfico, Teramo, 1820

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Delfico

(Napoli, sec. XVIII)

(Teramo, sec. XV)

Stemma famiglia De Filippis, Napoli, sec.XVIII

Stemma famiglia Delfico, Teramo, sec.XV

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In ricordo di Giulio Tamburrini

di Massimo De Filippis Delfico

 

Giulio Tamburrini

Giulio Tamburrini

 

Dopo una lunga malattia è venuto a mancare a Roma il 22 maggio 2007, a 77 anni, Giulio Tamburrini, famoso scultore conosciuto in tutto il mondo, marito di Paola Sorge.

Era noto per i suoi graffiti policromi, per le sue ceramiche innovative e i suoi monumenti, da quello a Arthur Rimbaud a Charleville-Mézières (1980), vicino Reims, in Francia, a quello "Ai valori futuribili della Resistenza" in Piazza Bompiani a Roma (1977).

Era nato ad Atina (Fr) il 13 dicembre 1930, nella valle di Comino, ma viveva e lavorava a Roma dove si era laureato in Lingue e Letterature Straniere e frequentato l'Accademia d'Arte San Giacomo. Alla intensa attività artistica iniziata quando era ancora giovanissimo, ha sempre affiancato l'insegnamento in accademia, svolto per oltre trent'anni. 

Definito dai critici il "cantore dell'ecologia mentale", ha ricevuto per le sue creazioni innovative e introspettive consensi e riconoscimenti dalla critica e dal pubblico sin dalla prima personale a Toronto del 1964. Alla fine degli anni Settanta fonda, assieme ad artisti di varie nazionalità, l' INISMO,  movimento che propugna il superamento di tutti i codici al fine di conquistare all'arte una creatività assoluta e senza limiti.

Non c'è campo dell'arte figurativa in cui Giulio Tamburrini, non si sia cimentato con successo, passando dalla scultura alla pittura, alla ceramica, al graffito policromo, frutto questo, di una tecnica originale e raffinatissima che mira a una vera e propria introspezione psicologica della realtà.

Qualche anno fa, considerando che in Italia e nel mondo non esiste un monumento a Gabriele D'Annunzio, Giulio Tamburrini progetta un monumento da dedicare al celebre Poeta, per sintetizzarne la poliedrica figura.

L'opera rappresenta il picco di una montagna, da cui s'innalza l'ala di Icaro che è al tempo stesso quella dei leggendari aerei Caproni con i quali il poeta compì le sue più sonanti imprese. Sull'altra ala si staglia lo sferoide della testa di D'Annunzio, fulcro di tutta l'opera.

Studio plastico per il Monumento a Gabriele D'Annunzio (particolare)

Studio plastico per il Monumento a Gabriele D'Annunzio (particolare)

Come descrisse Giulio nella relazione del progetto: "...con questo lavoro io intendo creare nello spazio un ectoplasma che sia parola e immagine, sembianza dello spirito del Poeta, che polarizzi per qualche istante la nostra riflessione, guidandola nella dimensione più alta della sua creatività.

Si tratta di un'opera ardita e complessa, interamente in marmo di Carrara, alta circa dieci metri, che richiederà una stretta collaborazione tra l'autore e le maestranze locali alle quali verrà affidato il compito di realizzare il basamento e i gradoni che lo sostengono. (...) Occuperà un'area di circa 150 mq sulla quale si levano tre gradoni poligonoidi ad angoli arrotondati con fulcro spostato in avanti, alti ciascuno cm. 40. (...) Un longherone in acciaio innerverà le ali, fin dove possibile, onde assicurarle contro i buffi di vento. Nell'espressione plastica del monumento, lo sferoide della testa del Poeta fa da nucleo colligente, motore di tutta l'opera: essa si erge dall'ala tronca, come da un capezzale insopportabile, evocando nella solitudine del candore metafisico, i versi riportati sul fianco del basamento:

 

<<...solo fui, solo e alato nell'immensità>>.

 

Le due ali e la testa del Poeta li realizzerò a Carrara dove dovrò recarmi al più presto per la scelta del materiale e per i preventivi.

Questa parte del monumento sarà di metri 6-7. Arriverà a Pescara perfettamente compiuta, con mezzi idonei e sarà issata sul basamento con l'opera di tecnici del posto. (...) La realizzazione dell'opera richiederà complessivamente un anno e mezzo, al massimo due anni, di tempo. (...) I Giochi Mediterranei del 2009 a Pescara ne diffonderanno l'immagine in tutto il pianeta".

 

L'ubicazione prevista per l'opera era all'ingresso del Porto Turistico di Pescara.

Ne venne realizzato uno studio plastico, alto circa due metri, presentato nel novembre 2002 presso il Municipio di Gardone Riviera in occasione del gemellaggio con Pescara. Venne poi presentato nell'ottobre 2003 nella Sala Figlia di Iorio del Palazzo della Provincia di Pescara, e fu messo successivamente in bilancio con buone prospettive di realizzazione. Fu riproposto una seconda volta nel 2005. Nel 2007 il plastico è stato donato all'Università D'Annunzio ed esposto nell'Auditorium del rettorato in via dei Vestini a Chieti.

Con le sue opere esposte in oltre cento mostre, con  i suoi monumenti e con il suo insegnamento, Giulio Tamburrini porta ovunque un messaggio di pace: "Fare guerra alla guerra" è il motto di una vita vissuta all'insegna di una rara coerenza artistica e umana.  

Le sue opere si trovano nei musei di Boston, New York, Detroit, Toronto, Windsor Ontario, San Paolo del Brasile, Buenos Aires, Monaco di Baviera; in Italia nel Museo d'Arte Moderna e contemporanea di Verona, nel Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica di Milano, nell'Accademia di Romania a Roma. E' inoltre autore di Sculture-Premio tra cui: Il Microfono d'Argento, la Venere D'Argento per Miss Italia, il Premio Barendson, il Premio Eur 76.

Ha collaborato a varie riviste come critico d'arte e ha pubblicato il volume "Intervista a Michelangelo" (1996) e la raccolta di liriche e aforismi "Specchi d'acqua" (2003). Scrisse nel 2006 "Il costo di Dio", ed. Lampi di stampa, Milano, saggio che risponde ai più assillanti interrogativi dell'uomo sull'origine dell'universo e sull'esistenza di una vita oltre la morte.

 

MONUMENTI

- Monumento "Ai valori futuribili della Resistenza", Largo Bompiani, Roma (1977), h 8.00 m;

- Monumento a Arthur Rimbaud, Charleville-Mézières, Francia (1980), h 4.50 m;

- Monumento allo scienziato Vincenzo Monaldi - Città Universitaria di Napoli (1982), h 3.50 m;

- Monumento a Aldo Moro, Casalvieri, Fr (1986);

- IL Cristo del duemila a Messina (1991), h 4.50 m;

- Crocifisso al Cimitero di Atina (1993), h 3.50 m.

 

MOSTRE PERSONALI

Sono oltre cento, tenute nelle maggiori città italiane e straniere, fra le quali:

- Caracas (Sierra Gall.)

- Sarajevo (Muzey XV)

- Bucarest (Gall. Universitatea)

- Toronto (St. Claire Gallery)

- Basilea (Von Barth)

- Parigi (Salon "La lettre et le signe")

- Boston (Continental Art Gall.)

- Tokyo (Gall. Kobayashi)

- Osaka (Gall. Kasanara)

- Madrid (Garcia Art)

- Stoccolma (Forum)

- Copenhagen (Court Gall.)

- San Paolo del Brasile (Multipla)

- Buenos Aires (Arte Nuevo)

- Melbourne (Art Space)

 

PREMI

Fra gli innumerevoli riconoscimenti, da segnalare:

- Oscar d'oro Salvatore Quasimodo (1977)

- Premio medaglia d'oro Martin Luther King (1978)

- Il Davide di Michelangelo (1978)

- Premio Camera di Commercio per il  M.O. e il S.E. Asiatico (1979)

- Premio naz. del Lavoro "La minerva d'oro" (1980)

- Premio internaz. Big Golden Star (1981)

 

Il 9 giugno 2007 si è tenuta una cerimonia funebre nella sua città natale, presso il Salone del Palazzo Ducale, presenti il Sindaco di Atina ed altre autorità tra cui il prof. Sorrentino, docente di Storia dell'Arte. In questa occasione è stata donata al Comune di Atina l'opera "Danzatori dello spazio" (1993), h 3.00 m.

Commemorazione a Giulio Tamburrini, Atina, 9 giugno 2007. Locandina apposta davanti al Palazzo Ducale

Commemorazione a Giulio Tamburrini, Atina, 9 giugno 2007

Locandina apposta davanti al Palazzo Ducale

E' in programma per questo autunno, una sua retrospettiva nelle Sale del Giubileo del Vittoriano a Roma.

Maggiori informazioni al sito www.giuliotamburrini.it

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Giulio Tamburrini realizzò nel 2006 un bellissimo stemma della famiglia De Filippis Delfico, di cui siamo onorati, disegnato e dipinto a mano con colori acrilici e tempere su vera pergamena. qui pubblicato alla pagina dedicata allo stemma di famiglia.